الفنان الواقعي

ارتيميا جنتيليسي

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أرتيميسيا جنتيليسي ، (مواليد 8 يوليو 1593 ، روما ، الولايات البابوية [إيطاليا] - توفي 1652/53 ، نابولي ، مملكة نابولي) ، الرسام الإيطالي ، ابنة أورازيو جنتيليسيتش ، الذي كان أحد كبار أتباع رسام الباروك الثوري ، كارافاجيو. كانت مؤيدة هامة من الجيل الثاني لواقعية كارافاجيو الدرامية. تلميذ من والدها وصديقته رسام المناظر الطبيعية Agostino Tassi ، رسمت في البداية بأسلوب لا يمكن تمييزه عن التفسير الغنائي لأبيها إلى حد ما لمثال كارافاجيو. أول عمل معروف له هو سوزانا والشيوخ (1610) 🎨 ، وهو عمل بارز يعزى إلى والدها منذ فترة طويلة. كما رسمت نسختين من مشهد سبق أن أخرجته كارافاجيو (ولكن أبدا حاول من قبل والدها) ، جوديث بيبينج هولوفيرنيس (ج. 1612-1613. ج. 1620).
اغتصبها تاسي ، وعندما لم يف بوعده بالزواج منها ، أحضره أورازيو جنتيليسيتش في عام 1612 إلى المحاكمة. خلال ذلك الحدث ، أُجبرت على تقديم أدلة تحت التعذيب. بعد زواجها من محاكمة فلورنسا ، وفي عام 1616 ، انضمت إلى أكاديمية التصميم في فلورنسا ، وهي أول امرأة تفعل ذلك. أثناء وجودها في فلورنسا ، بدأت في تطوير أسلوبها المميز.
على عكس العديد من الفنانات الأخريات في القرن السابع عشر ، تخصصت في رسم التاريخ بدلاً من الحياة والحياة الشخصية. في فلورنسا ارتبطت المحكمة ميديشي ورسمت رمزية الميل (ج. 1616) 🎨 لسلسلة من اللوحات الجدارية التي كرست حياة مايكل أنجلو في Casa Buonarotti. كانت ألوانها أكثر إشراقاً من ألوان والدها ، وواصلت توظيفها لطابع العنكبوت الذي حظي بشعبية من كارافاجيو بعد فترة طويلة من تخلي والدها عن هذا النمط.
كان أرتميزيا جنتيلتشيتش في روما لفترة من الوقت وكذلك في البندقية. حوالي 1630 انتقلت إلى نابولي ، وفي 1638 وصلت إلى لندن ، حيث عملت إلى جانب والدها للملك تشارلز الأول. تعاونوا على لوحات السقف في القاعة الكبرى في منزل الملكة في غرينتش. بعد وفاة أورازيو في 1639 ، بقيت في لندن لعدة سنوات أخرى على الأقل. وفقًا لسيرة حياتها بالدينوتشي (الذي ألحق حياتها بحياة والدها) ، رسمت العديد من الصور وسرعان ما تخطت شهرة والدها. في وقت لاحق ، على الأرجح في 1640 أو 1641 ، استقرت في نابولي ، حيث رسمت عدة إصدارات من قصة ديفيد وبثشيبة، ولكن القليل معروف عن السنوات الأخيرة من حياتها. | © Encyclopædia Britannica، Inc.




































Nacque a Roma l'8 luglio 1593، figlia del pittore Orazio🎨 e di Prudenzia di Ottaviano Montoni، e due giorni dopo fu battezzata nella chiesa di S. Lorenzo in Lucina (وارد بيسيل ، 1999 ، ص 135.) .Il 26 dic. 1605 la Gentileschi perse la madre؛ il suo apprendistato artistico dovette iniziare poco dopo، ed ebbe luogo interamente a Roma، nella bottega paterna.Lì cominciò a differersi verso il 1608-09، giusta l'indicazione contenuta in una lettera del a luglio 1620 chera Toscana.Nella missiva egli asserì che la figlia esercitava già da tre anni la professione della pittura، e con tanto profitto che non v'era maestro attivo a Roma che le fosse superiore.Recando la firma e la data 1610، il notevole dipintur سوزانا ه أنا vecchioni🎨، conservato nel Museo di Pommersfelden in Baviera، può essere Consato il primo cimento noto della pittrice، pur presentando una vicenda critica piuttosto complessa.Sia l'attribuzione، sia la datazione della tela sono state oggetto diroversie تشي عيسى Presenta: "Artimitia / Gentileschi f (ecit) / 1610". a più riprese، e già nel Settecento، il dipinto è stato assegnato a Orazio، ovvero Consato frutto della cooperazione fra padre e figlia.Anche la datazione così alta ha sollevato le perplessità di molti studiosi "developuzione stilistica della pittrice، non meno che al grado di raffinatezza e maturità dimostrato dalla tela. Quest'ultima valutazione traeva in passato maggior forza dalla generale convinzione che la Gentileschi fosse nel nel 1597 (تأتي Orazio ، في modo interessato ، sostenne nel 1612 al processo per stupro contro Agostino Tassi): convinzione che è stata vigente sinché non si è accertato che i natali della pittrice andavano expectati di quattro anni.Il bel nudo femminile، nonché la ponderata calibratura narrativa e psicologica che caratterizza la messa in scena dell'episode favore dell'attribuzione alla Gentileschi؛ ed occorre ancora sottolineare che l'iscrizione sulla tela è risultata autentica all'analisi dei raggi ultravioletti.Ciò non vieta di prendere in consazione l'ipotesi di un ausilio di Orazio، in questa che era comunque una delle ثبت della il succedersi delle proposte attributive e delle ricostruzioni cronologiche، sono ben pochi i dipinti - e per di più nessuno documentato - radunati con generale consenso a formare il nucleo delle opere eseguite dalla Gentileschi fra il 1610-1612، durante il suo primo periodo romano.Si tratta della مادونا العقيد بامبينو della Galleria Spada di Roma؛ della tela d'analogo soggetto e assai prossima stilisticamente (ما neppure universalmente riconosciuta علاء pittrice) ، هيئة التحرير nella Galleria Palatina di Firenze ؛ e della Giuditta che decapita Oloferne🎨 del Museo nazionale di Capodimonte a Napoli.Sul finire del quarto decennio del Seicento، la tela della Galleria Spada passò dall'originaria proprietà di Alessandro Biffi alla famiglia Veralli، e di lì a poi della collezione di Orazio Spada. In passato l'opera ha subito una certa oscillazione attributiva، che l'ha vista accostata، tra l'altro، a Giovan Francesco Guerrieri ea Giovanni Baglione.Ma a fugare ogni dubbio è intervenuta la pubblicazione di'inventario dei art داتا 22 مدينة دبي للإنترنت. 1637 ، في cui ، fra i "Quadri spettanti all'heredità Veralla"، è citata"Una Madonna d'Artemisia Gentilesca con il putto in braccio".Non ci sono elementi sicuri intorno alle circostanze che hanno condotto alla realizzazione della Giuditta e Oloferne del Museo di Capodimonte، oggi generalmente ritenuta la prima versione del soggetto compiuta dalla Lomi.Con la sua drammatica concitazione، sin quasi distaccata، la tela costituisce una delle opere emblematiche della pittrice، nonché uno dei testi su cui hanno insistito le interpretazioni tese a ricercare una corrispondenza tra i dolorosi accadimenti privati ​​che contraddistinsero la giovinezza opera rappresenta una traduzione visiva del tema di ragguardevole sottigliezza psicologica، e rivela una meditazione assai personale sulle opere romane del Caravaggio (مايكل أنجلو ميريسي) più tese drammaturgicamente e più esasperate nei conflitti chiaroscurali (in primis la Giuditta realizzata per Ottavio Costa، ​​oggi nella Galleria nazionale d'arte antica di Palazzo Barberini a Roma).
Tra il maggio 1611 e la fine di novembre 1612 si consumò l'episodio centrale، e universalmente celebre، della biografia della Gentileschi، che fu tale da condizionarne in profondità la vita materiale، la carriera e la personalità: la violenza commessa nei suoi Facei Agostino Tassi، col processo susseguente، destinato a un'eco vasta nella Roma dell'epoca e perfino maggiore negli studi degli ultimi due decenni del secolo scorso.Lo stupro avvenne nel maggio del 1611. Per ragioni che certamente non furono est allériee 'avvenuto saldo di importanti impegni di lavoro svolti in comune con Tassi، fu solo nel marzo del 1612 che Orazio decise di indirizzare una petizione a papa Paolo V per sporgere denuncia contro il suo collega.L'accusa fu di avereevilleato sua flia أرتيميسيا (e di avere Continentum ad abusarne per mesi) nella loro abitazione in via della Croce، avvalendosi della complicità dell'amico Cosimo Quorli، funzionario papale، e di una certa Tuzia، vicina di casa e occionalmente badante della giovane.Quorli fu accusato anche di avere a sua volta tentare e di avere sottratto ai Lomi alcune tele، fra cui una raffigurante Giuditta، non identificabile con certezza. Secondo la narrazione di Orazio e della Gentileschi، dopo la violenza Tassi aveva fatto una promessa di matrimonio، negando semper d'essere già sposato.Attraverso l'imponente documentazione relativa al procedimento giudiziario e alla trama ben percepire la tortuosità che caratterizzò lo svolgimento del processo (قوس. di Stato di Roma، Tribunale criminale del governatore، Processi del XVII secolo، vol. 104 ، سم مكعب. 270-447. Lapierre، pp. 410-438؛ in Cavazzini، Orazio e A. Gentileschi، pp. 432-445). clima fu costantemente intorbidato (oltre che dalla natura stessa degli eventi، e dalle strette Relazioni che legavano، si può dire، la totalità dei personaggi in qualche modo implicati nella vicenda) dall'impiego di testimoni addomesticati، pronti a esporsi all'accusa di falsa testimonianza e calunnia pur di gettare discredito e minare l'onorabilità della Lomi.Fra sviluppi contraddittori، colpi di scena e momenti drammatici (la Gentileschi fu persino interrogata sotto tortura) ، ايل 27 نوفمبر. 1612 il tribunale emise la sentenza per Tassi، il quale dovette scegliere fra la condanna a cinque anni di galere o، alternativa، il bando perpetuo da Roma. Il pittore optò per l'esilio؛ ma si ha motivo di ritenere che la pena non fu effettivamente scontata.Il 29 نوفمبر. 1612، giusto il giorno successivo alla ratifica della sentenza definitiva di condanna del Tassi، la Gentileschi (in ossequio a un rito sociale riparatore، decisamente opportuno per la morale dell'epoca) si unì in matrimonio nella chiesa di S. Spirito Pierantonio Stiattesi.Poiché nel dicembre successivo quest'ultimo concesse una procura al fratello notaio Giambattista (colui che aveva aiutato Orazio a redigere l'istanza di denuncia contro Tassi) ، con la quale lo delegava alla cura di tutti i suoi affari economici a Roma، sembra chiaro che la coppia (la cui unione - di pura condienza، si direbbe - sarebbe naufragata nel giro di qualche anno) scelse di trasferirsi nella città natale di lui già all'inizio del 1613.Il 20 settembre dello stesso anno nacque a Firenze il primo figlio della Gentileschi، Giovanni Battista؛ avrebbero fatto seguito il secondogenito Cristofano، l'8 November. 1615 ، e figlie Prudenzia (che risulta più spesso nominata تأتي بالميرا) ، ايل 1 درجة. 1617 ، ه Lisabella ، ايل 13 ott. 1618 (morta il 9 giugno 1619) .La permanenza in Toscana non fu avara di soddisfazioni per la Lomi. Nel 1616 la pittrice raggiunse un prestigioso riconoscimento della sua maestria، ottenendo، il 19 luglio، l'ammissione all'Accademia del disegno di Firenze، istituzione presso la quale sarebbe rimasta iscritta fino al 1620. A Firze stringere relazioni amicali con eminenti personalità della scienza e della cultura come Galileo Galilei e Michelangelo Buonarroti il ​​Giovane.Proprio quest'ultimo le commissionò un'opera per casa Buonarroti، destinata a restare il solo punto fermo artistico، sotto il profilo colog periodo fiorentino della Gentileschi: l'elegante e luminosa Allegoria dell'Inclinazione، eseguita seguendo le indicazioni iconografiche del committente fra la fine del 1615 e il 1616 (ايل 20 ag. 1616 l'opera risulta essere stata consegnata e saldata، per un compenso totale، assai generoso، di 34 fiorini) .A dispetto dei molti riscontri documentari che provano، soprattutto tra il 1618 e il 1620، il solido legame della Gentileschi con l'attività mecenatistica di Cosimo II de 'Medici (nessuno dei quali، peraltro، chiaramente riconducibile a opere esistenti)، شبه tutti i dipinti riferiti all'attività della Gentileschi a Firenze mancano di elementi sicuri di datazione.La S. Cecilia della Galleria Spada di Roma، come già la Madonna col Bambino conservata nello stesso museo، proviene dalla collezione di Alessio opinioni della critica sulla cronologia di questo dipinto oscillano tra la finishe del primo periodo romano e la fine del soggiorno fiorentino.Considerate piuttosto uniformemente all'interno del corpus fiorentino della Gentileschi sono invece le tele raffiguri:
  • أونا سانتا مارتير (forse un Autoritratto) في collezione privata ؛
  • la celebre Giuditta con l'ancella della Galleria Palatina di Firenze؛
  • لا سوناتريس دي ليوتو (forse un altro Autoritratto) دي مينيابوليس ، معرض كورتيس ؛
  • la S. Caterina d'Alessandria della Galleria degli Uffizi di Firenze؛
  • la Conversione della Maddalena، pure nella Galleria Palatina di Firenze (firmata).
Verso il limite estremo dell'esperienza fiorentina è in genere collocata la cruenta، tenebrosa e studiatissima Giuditta che decapita Oloferne، firmata، forse dipinta per Cosimo II e oggi nella Galleria degli Uffizi.Il Giaele e di deli di di Budapest ، recando la firma e la data 1620، costituisce un termine di paragone prezioso per verificare l'evoluzione del linguaggio pittorico della Gentileschi alla fine di otto intensi anni di lavoro nella capitale del Granducato di Toscana e di contatti con gli artisti l'esperienza fiorentina coincise con un affinamento di mezzi stilistici e di intenti espressivi della Gentileschi، che بروò i suoi punti di riferimento già consolidatiati verso una maniera più classica، sontuosa coloristicamente e preziosa nelle sue elementi relazioni con maestri e opere particolari، è possibile riconoscere come la Gentileschi da una la إلى abbia rivolto le proprie attenzioni ai pittori fiorentini più affermati ، تعال إلى Cigoli (لودوفيكو كاردي) ، ايل باسيجنانو (دومينيكو كريستي) ، دا إمبولي (ياكوبو تشيمنتي) ، Cristofano Allori ، e dall'altro abbia saputo interloquire in modo sottile e maturo coi più giovani Anastagio Fontebuoni، Matteo Rosselli، Giovanni Bilivert. بيير دومونستير (فنان فرنسي ، 1545-1610) | اليد اليمنى لـ Artemisia Gentileschi ، تحمل فرشاة ، 1625Sul finire del 1620 la Gentileschi lasciò Firenze per rientrare a Roma، dove nel marzo del 1621 risiedeva col marito e la figlia in un appartamento عبر del Corso.Durante questo soggiorno capitolino con rinnovato interesse all'arte di Simon Vouet e dimostrò un'apertura semper maggiore verso il sapiente classicismo dei maestri bolognesi، Annibale Carracci🎨، Guido Reni🎨 e، soprattutto، il Domenichino (دومينيكو زامبيري) .Ala prima metà del terzo decennio possono essere ricondotte alcune opere di grande qualità della Gentileschi، talune in modo certo.Nel 1622، infatti، la Gentileschi firmò e datò due dipinti. Il Ritratto di gonfaloniere، a figura intera، delle Collezioni comunali d'arte a Bologna: mirabile pezzo di bravura، in cui la sopraffina tecnica naturalistica della Gentileschi è messa al servizio di un'effigere autocelebrativa affollatatra l'altro، l'unico esemplare rimasto della sua attività ritrattistica، che pure، giuste le fonti sei e settecentesche، doveva essere tra i pezzi forti del suo repertorio)؛ e la Susanna e i vecchioni della Burghley House di Stamford (لينكولنشاير) ، la cui autografia non è peré universalmente accettata.Tra il 1623-1626 possono essere situati due pinnacoli della produzione della Gentileschi: ارتيميا جنتيليشي | Giuditta con la sua ancella | معهد الفنون ديترويت
  • la Giuditta con l'ancella، dell'Institute of arts di Detroit، spettacolare tour de force chiaroscurale e coloristico، nonché testimonianza eloquente delle sottigliezze narrative che la pittrice sapeva profondere nella visualizzazione dei temi biblici prediletti؛
  • e la languorosa e melanconica Maddalena penitente della cattedrale di Siviglia🎨، che Fernando de Ribera، duca di Alcalà، aveva portato con sé nella città spagnola all'incirca nel 1631، di ritorno da un lungo soggiorno، a Roma prima ea Napoli poi، nel corso del quale a ricicic دي بريمسيمو البيانو.
Tra il 1627 e l'anno successivo la Gentileschi risiedette a Venezia. Segni di tale soggiorno in laguna si ricavano da alcune coeve fonti letterarie locali، e danno la misura del prestigio che circondava la sua personalità artistica.Si sa inoltre che a Venezia la Gentileschi ricevette، da parte del conte di Oñate، Iñigo-Vée ، il pagamento di una tela (perdutadipinta per Filippo IV، raffigurante Ercole e Onfale (وارد بيسيل ، 1999 ، ص. 146). tali risultanze storiche، peraltro، non fanno riscontro opere pittoriche riconducibili con sicurezza a quel torno di tempo. في particolare ، sembra costituire un riflesso abbastanza tangibile della diretta esperienza veneziana compiuta dalla Gentileschi، la raffinatissima فينير ديمونتي della Piasecka Johnson Foundation di Princeton، con l'influsso di Tiziano🎨 che è ben percepibile، in Senso sia coloristico sia compositivo.Al principio del 1630 la Gentileschi si era certamente trasferita a Napoli (حمامة sarebbe rimasta fino al 1638 حوالي): quell'anno datò e firmò la grande Annunciazione oggi conservata nel Museo di Capodimonte، di cui non è certa la مثبتienza originaria.Dalla città partenopea، nello stesso 1630، la Gentileschi cominciò una corrispondenza piuttosto fittaتشي sarebbe protratta anche negli anni successivi) attraverso la quale، tra l'altro، cercò vanamente di gettare le basi per un rapido ritorno a Roma.Nonostante in molte delle sue missive (indirizzate، oltre che a Cassiano، a Galilei، ad Andrea Cioli، segretario di Cosimo II e poi di Ferdinando II de 'Medici، al celebre collezionista messinese Antonio Ruffo، a Francesco I d'Este) esprimesse repeatatamente، sin quasi alla finishe della sua vita، l'intenzione di Andarsene da Napoli e il suo modesto amore per la città، la Gentileschi guadagnò ben presto una posizione di spicco nel contesto artistico locale، interagendo proficuamente con la maniera di storia attivi colà nel terzo e quarto decennio del secolo (جيوفاني باتيستا كاراتشولو ، ماسيمو ستانزيون ، جوزيبي دي ريبري ، باولو فينوجيو ، فرانشيسكو غوارينو) .'ltro punto fermo cronologico، nella prima metà del quarto decennio، è costituito dall'aulica rappresentazione di Clio، musa della Storia di collezione privata (ripr. in Orazio e A. Gentileschi، n. 75، p. 400)، firmata e datata 1632.Vengono ancora generalmente ricondotti a questo Primo soggiorno napoletano alcuni dipinti accomunati dalla fattura sontuosa، lo stile alto e l'impaginazione eleganteate teatrale: استر ه Assuero متحف ديل متروبوليتان دي نيويورك ؛ Corisca e il satiro، firmato، di collezione privata؛ كليوباترا، نقية دي collezione الخصوصية.لا ناسيتا ديل باتيستا، مدريد ، متحف ديل برادو (firmata)، eseguita all'incirca fra il 1633-1634، faceva parte di un ciclo sulla vita del Battista، probabilmente Commissionato per conto di Filippo IV dal viceré di Napoli، il conte di Monterey Manuel de Guzmán، e destinato a una cappella del palazzo madrileno ديل بوين ريتيرو. كتاب لا سيري كومبوستا دي سي تيلي ، كواترو ديلي كوالي ديبينتي دا ستانزيوني (الحفاظ على متحف ديل برادو) أونا دا فينوغليو (perduta). سيمون فويترسام فرنسي ، 1590-1649) Portrait of Artemisia Gentileschi، 1623-1626Fra le commesse di maggior rilievo che la Gentileschi si guadagnò nei primi anni napoletani، sono le tre grandi tele per la cattedrale di Pozzuoli، eseguite quasi sicuramente tra il 1635-1637، gran cimenti più impegnativi nell'ambito delle pale d'altare: un genere che fino all'approdo partenopeo non aveva avuto Occe di praticare e che، dopo le tele per Pozzuoli، sarebbe nuovamente uscito dal suo orizzonte produttivoi ti stilistico non del tutto omogeneo in passato ha fatto fiorire variegate ipotesi di cooperazioni con altri pittori، rappresentano i Ss. Procolo e Nicea، il S. Gennaro nell'anfiteatro di Pozzuoli (entrambi oggi nel Museo di Capodimonte(هـ) أدورازيوني دي ماجي (attualmente nel Museo nazionale di S. Martino a Napoli) .Le opere facevano parte di un progetto più ampio di decorazione pittorica del coro della cattedrale، voluto dal nuovo vescovo Martín de León y Cárdenas dopo la grande eruzione del Vesuvio del 1631، e portato a termine entro il 1640.Ill Personalità di spicco della scena artistica partenopea، fra cui Stanzione e Giovanni Lanfranco. Intorno al 1636-37، poco prima che la Gentileschi si trasferisse a Londra per circa un periodio، si può infine collocare la grande tela raffigurante ديفيد تشي spets Betsabea، متحف ديل للفنون في كولومبوس (أوهايو). Di tale tema، nel corso del decennio successivo، la Gentileschi avrebbe realizzato varie redazioni autografe (بوتسدام ، سانسوسي ، قصر نيوس ؛ فيرينزي ، غاليريا بالاتينا) più alcune altre affidate alla bottega، tutte legate a questa prime versione، caratterizzata da una finezza coloristica e da un'eleganza compositiva che testimoniano la reattività della pittrice all'arte di Bernardo Cavallino.Sul finire del quarto decennio ((fra il 1638-1640)، la Gentileschi si risolse ad accogliere، per quanto poco entusiasticamente، un invito formulato da Carlo I d'Inghilterra per il tramite di uno dei fratelli di lei، Francesco، anch'egli pittore. Si recò، così، presso la corte reale inglese، sulle orme del padre Orazio، che allora versava in precarie condizioni di salute e che a Londra sarebbe morto il 7 febbr. 1639.Del periodo inglese della Gentileschi (una giotta Occe professionale ed economica che non deade peri grandi frutti(la testimonianza più plausibile dev'essere Consata l'Allegoria della Pittura (ritenuta un Autoritratto già in inventari seicenteschi)، oggi parte della Collezione reale conservata a Londra، Kensington Palace.Allo stato attuale delle conoscenze، sembra invece da ritenersi poco probabile la molte volte prospettata cooperazione della Gentileschi col padre nella decorazione pitorica queen ottobre del 1638 (Finaldi - Wood ، في Orazio e A. Gentileschi ، الصفحات ٢٢٨.) .All'incirca nel 1640-41، la Gentileschi fece ritorno a Napoli، dove condusse la fase estrema della sua esistenza.Si possono far risalire al periodo conclusivo della sua attività le due versioni di Giuditta con l'ancella di Cannes beaux-arts، e di Napoli، Museo di Capodimonte؛ la Susanna e i vecchioni della Galleria morava di Brno، firmata e datata 1649، e il delicato olio su rame raffigurante la Madonna col Bambino (El Escorial ، كاسيتا ديل برينسيبي)، firmata.Sugli ultimi anni della Gentileschi، più delle poche opere sicure، sono alcune lettere a recare interessanti elementi di conoscenza (in esse si trova anche menzione di dipinti per lo più perduti). Particolare rilievo riveste la corrispondenza di questo periodo con l'importante collezionista don Antonio Ruffo di Messina (A. Gentileschi / Agostino Tassi. Atti…، pp. 167-173؛ Garrard، 1989، pp. 400 s.).
Lo scambio di missive fra i due fu particolarmente fitto tra l'inizio del 1649 e la fine del 1650. Il collezionista versò a più riprese denari alla Gentileschi per una Galatea، prima، e per una Diana al bagno، poi؛ e le propos anche di dipingere، un Giudizio di Paride e di nuovo una Galatea، per un altro non precisato committente، pure messinese.La corrispondenza fra la Gentileschi e don Ruffo costituisce uno strumento prezioso per mettere a fuoco la personalità energica sin quiagra della Gentileschi، che più volte rivendicava le proprie qualità e il proprio prestigio reagendo orgogliosamente a qualsiasi affermazione che potesse intaccarne la dignità oppure oscurarne le virtù artistiche.Non è nota con precisione la data di morte domi. Una Susanna ei vecchioni di proprietà di Averardo de 'Medici، a Firenze، recava la data 1652.Dovrebbe essere quello l'anno di morte، se il volume Cimiterio، epitafij giocosi di Giovanfrancesco Loredano e Pietro Michiele، pubblicato a Venezia 165 بسبب epitaffi irriverenti e sarcastici a li riservati. | لوكا بورتولوتي © Treccani، Dizionario biografico degli italiani


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